Pornolinguistica | La lingua modella il carattere di un popolo… o viceversa?
La lingua che parlo ha modellato il mio pensiero e non se ne esce, oppure il mio pensiero ha modellato questa lingua?
LLM, in un certo senso.
La lingua che parlo ha modellato il mio pensiero e non se ne esce, oppure il mio pensiero ha modellato questa lingua?
L’ho presa un po’ larga, ma oggi ti parlo di superlativo perifrastico in ebraico biblico, perché è eccitante… e altre cose.
Il problema linguistico della negazione a seconda della rilevanza culturale dell’oggetto negato, con digressioni sull’abitare e l’attesa.
Che cos’è un lutto impossibile? Cosa ci dice, questo lutto impossibile, riguardo a un’essenza della memoria? E per quanto riguarda l’altro in noi, anche in questa “lontana premonizione dell’altro,” dove si annida il tradimento più ingiusto?
Sembra che il fuoco ci abbia inventati. Oltre la banalità del dualismo fonte di vita e agente di distruzione, in queste righe cerco di usare il fuoco come pretesto trasformativo. Fuoco come fucina dell’oltre e dell’alterità. Mi accompagnano Bachelard, Lévi-Strauss, Jung, Jankélévitch, Hillman e tanti altri, in ordine sparso.
Se non sciogliessi i tuoi legami proteici, significherebbe che non ti ho compreso. Invece ti capisco bene, Giuseppe, perché il mondo mi arriva da etimologie telluriche che fanno sussultare l’insonnia. Ha iniziato prima lui, come dicevano gli stronzi alla maestra per discolparsi da qualcosa, come se l’escalation non fosse una scelta. Ha iniziato prima Pontiggia,…