Pornolinguistica | La lingua modella il carattere di un popolo… o viceversa?
La lingua che parlo ha modellato il mio pensiero e non se ne esce, oppure il mio pensiero ha modellato questa lingua?
LLM, in un certo senso.
La lingua che parlo ha modellato il mio pensiero e non se ne esce, oppure il mio pensiero ha modellato questa lingua?
L’ho presa un po’ larga, ma oggi ti parlo di superlativo perifrastico in ebraico biblico, perché è eccitante… e altre cose.
Il problema linguistico della negazione a seconda della rilevanza culturale dell’oggetto negato, con digressioni sull’abitare e l’attesa.
Che cos’è un lutto impossibile? Cosa ci dice, questo lutto impossibile, riguardo a un’essenza della memoria? E per quanto riguarda l’altro in noi, anche in questa “lontana premonizione dell’altro,” dove si annida il tradimento più ingiusto?
Sembra che il fuoco ci abbia inventati. Oltre la banalità del dualismo fonte di vita e agente di distruzione, in queste righe cerco di usare il fuoco come pretesto trasformativo. Fuoco come fucina dell’oltre e dell’alterità. Mi accompagnano Bachelard, Lévi-Strauss, Jung, Jankélévitch, Hillman e tanti altri, in ordine sparso.
Se non sciogliessi i tuoi legami proteici, significherebbe che non ti ho compreso. Invece ti capisco bene, Giuseppe, perché il mondo mi arriva da etimologie telluriche che fanno sussultare l’insonnia. Ha iniziato prima lui, come dicevano gli stronzi alla maestra per discolparsi da qualcosa, come se l’escalation non fosse una scelta. Ha iniziato prima Pontiggia,…
Sono venuta a cercarti, sabato mattina. Non c’eri, ti hanno spostata in un altro dipartimento.Meglio così, perché a voce non sarei stata in grado di spiegarti che il vuoto del dopo è pieno di cose. È vuoto, perché si sente, perché è quantistica per principianti della perdita. Non è completamente privo di energia o attività:…
Prego. Mi fa sempre sorridere, quando rispondo a un ringraziamento, affrettarmi ad aggiungere “non inteso come verbo”. Ma non siamo qui a constatare l’ovvio. Ecco che Carmine Mangone pulisce il cammino da dogmi e altari di ogni tipo, forzandoci a smettere di idolatrare la poesia come forma di preghiera. Casomai, ci concede il contrario. La…
La casa di Fratelli è un tempo coagulato. L’epidermide stessa della mente (sì sì, l’epidermide è l’organo più vasto che abbiamo, ma non ci pensiamo mai), una topografia chiusa in cui non si entra e dalla quale non si esce. Siamo nel 1978, quando esce il libro fratelli di Carmelo Samonà. Fratelli, senza articolo (cosa che mi…
Qui ci sono il mio cuore ed Etty Hillesum: la sua relazione con gli altri e con l’esistenza, l’umano e il divino. Le sue dimensioni di bellezza, dolore e ricerca. Non mancano i fuoritema, because ADHD.
Qui parliamo di Simone Weil e di me, perché ho scoperto un nuovo termine. Si parla anche delle sentenze, del tempo che causa sofferenza sia quando c’è, sia quando manca. L’unione delle contraddizioni comporta una lacerazione estrema, fino ad arrivare al participio presente. Ecco.
La guerra come un fenomeno terribilmente umano (troppo umano!). Esploriamo, senza giustificarne gli effetti, le radici biologiche, culturali e psicologiche. Diverse teorie, da Lorenz a Mead, evidenziano come l’aggressività possa essere appresa e disimparata. Propongo una riflessione sulla necessità di scegliere la pace come appendice possibile della violenza evitabile.