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La parola stessa, quando è vera,
non si posa mai su un equilibrio.
Apre. Slitta. Muove.
Scrivere è come camminare:
un atto che si fonda sulla perdita momentanea della stabilità.
Scrivere è cedere verso una direzione incerta
con la fiducia che qualcosa — anche se minimo —
risponderà all’oscillazione.

