LLM, in un certo senso.

  • Derrida per quando non c’è niente da ridere

    Che cos’è un lutto impossibile? Cosa ci dice, questo lutto impossibile, riguardo a un’essenza della memoria? E per quanto riguarda l’altro in noi, anche in questa “lontana premonizione dell’altro,” dove si annida il tradimento più ingiusto?

    Giuseppe Pontiggia, l’arte della fuga. Il giallo frammento.

    Se non sciogliessi i tuoi legami proteici, significherebbe che non ti ho compreso. Invece ti capisco bene, Giuseppe, perché il mondo mi arriva da etimologie telluriche che fanno sussultare l’insonnia. Ha iniziato prima lui, come dicevano gli stronzi alla maestra per discolparsi da qualcosa, come se l’escalation non fosse una scelta. Ha iniziato prima Pontiggia,…

  • Il mio nome ha la sindrome dell’abbandono.

    Sono venuta a cercarti, sabato mattina. Non c’eri, ti hanno spostata in un altro dipartimento.Meglio così, perché a voce non sarei stata in grado di spiegarti che il vuoto del dopo è pieno di cose. È vuoto, perché si sente, perché è quantistica per principianti della perdita. Non è completamente privo di energia o attività:…

    Prego.

    Prego. Mi fa sempre sorridere, quando rispondo a un ringraziamento, affrettarmi ad aggiungere “non inteso come verbo”. Ma non siamo qui a constatare l’ovvio. Ecco che Carmine Mangone pulisce il cammino da dogmi e altari di ogni tipo, forzandoci a smettere di idolatrare la poesia come forma di preghiera. Casomai, ci concede il contrario. La…

    Carmelo Samonà. Fratelli.

    La casa di Fratelli è un tempo coagulato. L’epidermide stessa della mente (sì sì, l’epidermide è l’organo più vasto che abbiamo, ma non ci pensiamo mai), una topografia chiusa in cui non si entra e dalla quale non si esce. Siamo nel 1978, quando esce il libro fratelli di Carmelo Samonà. Fratelli, senza articolo (cosa che mi…

  • Simone Weil, l’ombra e la grazia. (E un dono)

    Qui parliamo di Simone Weil e di me, perché ho scoperto un nuovo termine. Si parla anche delle sentenze, del tempo che causa sofferenza sia quando c’è, sia quando manca. L’unione delle contraddizioni comporta una lacerazione estrema, fino ad arrivare al participio presente. Ecco.

    Armiamoci e patiamo: l’essere umano soffre la guerra e soffre se non la fa

    La guerra come un fenomeno terribilmente umano (troppo umano!). Esploriamo, senza giustificarne gli effetti, le radici biologiche, culturali e psicologiche. Diverse teorie, da Lorenz a Mead, evidenziano come l’aggressività possa essere appresa e disimparata. Propongo una riflessione sulla necessità di scegliere la pace come appendice possibile della violenza evitabile.

  • Giraffe e sciacalli. La savana della comunicazione di Marshall Rosenberg

    Il linguaggio giraffa, descritto da Marshall Rosenberg, rappresenta una comunicazione empatica e profonda, contrapposta al linguaggio sciacallo, che è reattivo e giudicante. Parlare giraffa implica tradurre giudizi in bisogni e vedere il conflitto come opportunità di connessione, promuovendo relazioni significative e una comunicazione nonviolenta.

    Token e Intelligenza Artificiale. Unità minima del sentire.

    La token economy è un metodo educativo che premia comportamenti desiderati con gettoni scambiabili per ricompense. I token, simboli di riconoscimento e controllo, influenzano decisioni e routine. Nell’intelligenza artificiale, rappresentano unità minime testuali, ma evocano anche riflessioni su relazioni umane e sull’impatto delle AI sulla nostra comunicazione ed esperienze emotive.

  • John Cage: la grammatica compositiva del silenzio

    John Cage, con “4′33″,” esplora il concetto di silenzio come un’azione attiva, enfatizzando l’attenzione e l’ascolto piuttosto che la musica convenzionale. La composizione invita a riconoscere l’ambiente come oggetto di ascolto, trasformando l’atto dell’ascolto in un’esperienza di interazione profonda con il mondo.

    Daniel Baremboim, la pausa e lo spazio.

    Daniel Baremboim interpreta la musica come un’idea etica e filosofica, dove pausa e silenzio hanno un ruolo cruciale, simboleggiando rispetto e apertura all’Altro. La sua musica richiede pensiero e impegno, fusionando orizzonti tra partitura e interprete, e sottolineando l’importanza della responsabilità collettiva e del dialogo.

    Il soggetto barrato: soglia e scarto nella mappa del desiderio

    Il soggetto è barrato, diviso e mancante, generando un desiderio che esprime una ferita originaria. Non è un’entità piena, ma un effetto del linguaggio, situato tra il simbolico e l’irrappresentabile. La sua identità è una retroproiezione narrativa, e per cambiare direzione, bisogna strappare la pelle simbolica.

  • quel che resta del linguaggio, è linea

    Sándor Márai, scrittore ungherese nato nel 1900, cattura l’essenza di un’epoca in crisi attraverso opere come “Le braci”. Qui, la sua scrittura riflette relazioni intricate e tensioni inesplose, esplorando temi di memoria, lealtà e vendetta. La sua prosa è un atto di disciplina e liberazione dal dolore del passato.

    Disequilibrio è l’unità minima di ogni avanzamento semantico.

    La scrittura è un atto che implica una perdita temporanea di equilibrio, simile a camminare. Non si basa su stabilità, ma piuttosto su un’apertura al movimento e all’incertezza, fiduciosi che ci sarà sempre una risposta, anche minima, a quella dinamica oscillante.

    Interferenza come forma.

    Il pensiero è disturbato da un rumore semantico che rivela l’instabilità del linguaggio. L’interferenza, lontana dall’essere un errore, è essenziale per la formazione del significato. La scrittura emerge dalla sovrapposizione di significati, creando un ritmo unico e complesso. Benvenuto nel mondo di WordPress e del blogging.

Autore: Viviana