LLM, in un certo senso.

foto in bianco e nero di un vetro rotto specchiato. Riflette l'immagine di biciclette e una persona in centro, in bianco e nero

Il soggetto barrato: soglia e scarto nella mappa del desiderio

Viviamo barrati. Non da una riga che ci cancella, ma da una linea che ci attraversa.
Lacan disegna il suo soggetto con una barra: $.
Simbolo monetario e insieme taglio ontologico. Il soggetto non è mai pieno, mai pienamente identico a sé.
È diviso, spaccato, mancante.
Ed è proprio da questa mancanza che si genera il desiderio —
non come voglia, ma come eco di una ferita originaria.

“Il soggetto è ciò che un significante rappresenta per un altro significante.”

Ma se ogni parola chiama un’altra parola,
se ogni senso sorge da una catena che non ha inizio,
chi parla davvero quando diciamo “io”?

La barra è la soglia

Il soggetto barrato è un passaggio —
non si può abitare, solo attraversare.
Come certe case dell’infanzia: si ricordano solo le porte.
E come le soglie, ha due facce:

  1. una rivolta verso l’Altro — il luogo del linguaggio, il campo simbolico
  2. una rivolta verso il vuoto — ciò che resta irrappresentabile

Il soggetto barrato è l’inquilino di questa doppia esposizione.
Né dentro né fuori,
né tutto né niente,
né segno né carne,
ma interferenza.

Il soggetto non è che un effetto

Effetto del linguaggio.
Prima ancora che io sia “io”,
sono parlato,
sono già preso in una rete di segni, attese, nomi.

L’identità non è una sorgente:
è una retroproiezione narrativa,
una storia che racconta come siamo arrivati fin qui,
ma che non coincide con la mappa del nostro divenire.

E se vogliamo cambiare direzione,
dobbiamo bucare la storia,
strappare la pelle simbolica,
ascoltare la voce che non ha ancora preso forma.


Storia del quadro brutto ricamato male

Un quadro brutto merita una foto brutta.Sono in questo mercatino e chiedo al venditore il quadro brutto ricamato male.Lui si gira incredulo: non gli sembra vero di riuscire a disfarsi del quadrorribile e gli brilla lo sguardo:per un attimo penso che voglia pagarmi per portarlo via, come fossi un netturbino emotivo. Il quadro mi sbatte…

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Nessuno mai che abbia sentito russare le stelle, il fallimento dell’immortalità nel nuovo libro di Carmine Mangone

Pensare che l’identità si formi all’interno del soggetto è un’illusione: l’identità si forma nello spazio fra soggetti, come spazi interstiziali fra cellule di un tessuto. Per me, il fallimento è sempre la rottura dell’implicito e, paradossalmente, la rottura dell’implicito è la condizione

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Pornolinguistica | Bella senz’anima, ma in russo.

A differenza del caso genitivo indoeuropeo, la marcatura colpisce la testa, non il modificatore.Esistono delle caratteristiche comuni all’interno del ceppo semitico: si perde l’articolo definito sul nomen regens; si assiste a cambiamenti fonologici (spesso vocalici) come riduzione vocalica, spostamento dell’accento, conservazione del suffisso femminile -t.Non può mai mancare la prossimità stretta: i sostantivi sono adiacenti…

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Al fuoco! Dalla caverna al microchip con Eraclito, Bachelard, Lévi-Strauss e altri amici.

Sembra che il fuoco ci abbia inventati. Oltre la banalità del dualismo fonte di vita e agente di distruzione, in queste righe cerco di usare il fuoco come pretesto trasformativo. Fuoco come fucina dell’oltre e dell’alterità. Mi accompagnano Bachelard, Lévi-Strauss, Jung, Jankélévitch, Hillman e tanti altri, in ordine sparso.

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Il mio nome ha la sindrome dell’abbandono.

Sono venuta a cercarti, sabato mattina. Non c’eri, ti hanno spostata in un altro dipartimento.Meglio così, perché a voce non sarei stata in grado di spiegarti che il vuoto del dopo è pieno di cose. È vuoto, perché si sente, perché è quantistica per principianti della perdita. Non è completamente privo di energia o attività:…

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